Skip to content

Niente voto agli stranieri per la Commissione Costituzione e diritti politici

novembre 9, 2009

BELLINZONA – La Commissione speciale Costituzione e diritti politici, riunitasi a Bellinzona, sotto la presidenza di Francesco Cavalli, ha deciso a maggioranza di respingere l’iniziativa parlamentare elaborata il 2 dicembre 2008, di Manuele Bertoli e cofirmatari, per il diritto di voto e di eleggibilità alle persone residenti di nazionalità estera in materia comunale, relatore Andrea Giudici.
Una minoranza della Commissione ha presentato un rapporto favorevole all’atto parlamentare, relatori Milena Garobbio e Jacques Ducry.

da Ticinonline

La Commissione è così composta:

Commissione speciale
Costituzione e diritti politici

PLR
Ducry Jacques
Giudici Andrea
Krüsi Giorgio
Righinetti Tullio
Viscardi Giovanna, II Vice Presidente
PPD

Bacchetta-Cattori Fabio
Bonoli Ignazio
Jelmini Giovanni
Pedrazzini Alex
PS

Cavalli Francesco “Cick”, Presidente
Corti Gianrico
Garobbio Milena
Ghisletta Dario
LEGA

Pantani Rodolfo
Quadri Lorenzo
Ramsauer Patrizia, I Vice Presidente
UDC

Mellini Eros Nicola

4 commenti leave one →
  1. Donato permalink
    novembre 9, 2009 23:02

    Nel Cantone di Neuchâtel gli stranieri sono eleggibili a livello comunale dal 1850. A livello Cantonale, sempre a Neuchâtel, dal 2005. Non si parla solo di diritto di voto a livello comunale come chiedeva l’innocua iniziativa parlamentare bocciata dalla commissione Costituzione e diritti politici. Un triste e penoso giorno per il Cantone Ticino e per tutti quegli stranieri che hanno contribuito a costruirlo e a renderlo più ricco. Una dimostrazione di arroganza e cecità da parte di coloro che hanno votato contro.

  2. dicembre 19, 2010 15:12

    Sono nata a Lugano nel lontano 1949, da genitori italiani residenti qui da anni. Anche mia mamma era nata a Lugano, mio padre invece no, ma entrambi si nazionalizzarono poi nel 1969. Mi sono sempre sentita luganese prima di tutto, ticinese poi e in seguito non so bene cosa, né svizzera né italiana o forse entrambe le cose. So che le mie radici sono qui, di fronte a questo lago e con quella cornice di montagne alle sue spalle, che quando arrivo dall’autostrada mi si apre il cuore nel solo vederle. Ho viaggiato e vissuto molto all’estero, ma alla fine sono tornata a vivere qui, perché sento che questa è la mia terra, anche se sul mio passaporto c’è il simbolo della comunità europea e non la croce svizzera. Se potessi, voterei volentieri perlomeno per le questioni comunali e cantonali, ma anche, perché no, anche per quelle nazionali. Se vivo in un luogo, non vedo perché non possa dire la mia su questioni che possono riguardare anche me e la mia vita di cittadina.

  3. gennaio 1, 2011 14:10

    Che tristezza, devo pagare le tasse per 12 anni prima che posso decidere qualcosa anche solo al livello comunale. Secondo me chi paga deve avere il diritto di decidere. Non è giustizia di dover pagare come gli altri ma non poter decidere. Quasi tutti noi stranieri saremmo già contenti se solo potessimo decidere al livello comunale. E ci sono cantoni in cui si può.
    Per me andrebbe anche bene se ci fossero dei condizioni, tipo che si deve aver vissuto in Ticino per due o tre anni, che non si può avere debiti o aver commesso un crimine. Sarebbe giusto, siamo sempre ospiti in Ticino, ma abitiamo qui e paghiamo le tasse e diamo alla società. Non siamo tutti dei criminali che rubano il lavoro ai Ticinesi e prendiamo vantaggio del sistema sociale. Basta con questi pregiudizi!!!

    • Johann permalink
      aprile 19, 2012 20:26

      È comprensibile la frustrazione di coloro che, pur vivendo in Svizzera da anni (o addirittura da decenni), non hanno la possibilità di avere voce in capitolo. Il problema, però, consiste nel fatto che esistono delle differenze culturali (talvolta minime, talvolta immense) che, qualora i rappresentanti delle stesse potessero votare, potrebbero mettere a repentaglio il nostro paese e la nostra cultura. Le faccio un esempio: i paesi islamici sono noti per costituire un insieme di territori in cui, a causa di quella religione retrograda e violenta che si chiama Islam, i diritti umani sono violati in misura maggiore rispetto al resto del mondo (non credo di dover parlare della condizione delle donne, degli omosessuali, degli apostati -che nell’Islam devono essere condannati a morte-, degli atei, ecc. nel mondo islamico…). Se qualunque immigrato proveniente da uno di tali paesi potesse venire qui e votare, la maggior parte di questi immigrati lo farebbero esprimendo una visione del mondo che hanno acquisito nel loro paese d’origine (che è quasi sempre lesiva dei diritti umani e dei valori che noi occidentali abbiamo sviluppato in secoli di riforme e emancipazioni che loro non hanno avuto) e non sarebbero disposti a sacrificare le loro idee retrograde e medievali per abbracciare tutto d’un colpo la nostra cultura. Questo discorso, ovviamente, non vale per ogni immigrato, bensì solo per quelli che -loro malgrado- sono nati in luoghi in cui i concetti di libertà e di tolleranza non si sono ancora diffusi. Morale della favola? Non concedere il voto agli stranieri può anche essere frustrante o ingiusto in certi casi, ma è necessario e fondamentale per preservare l’identità nazionale e le libertà di stampo occidentale che non tutti, come è ovvio che sia, condividono.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: