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Libia: EVERYONE, è caccia all’uomo contro migranti africani

febbraio 22, 2011

(ASCA) – Roma, 22 feb – ”Oltre agli scontri fra le forze del regime e i rivoltosi, si registrano in queste ore drammatici atti di violenza contro la minoranza africana in Libia”. Lo denunciano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne. ”Nel Paese il fenomeno dell’intolleranza nei confronti dei profughi dall’Africa subsahariana, dettato da un’interpretazione razzista del Corano, e’ particolarmente grave e, proprio mentre scriviamo, vi sono bande di ribelli che, approfittando del caos, aggrediscono i cittadini eritrei, etiopi, somali e sudanesi, per strada e all’interno delle proprie abitazioni, accusandoli di essere mercenari al soldo di Gheddafi”.

Si segnalano, fra i profughi, esecuzioni sommarie e ferimenti in tutta la nazione. Il sacerdote eritreo don Mussie Zerai ha lanciato l’allarme poco fa, riportando la testimonianza di alcuni eritrei in Libia con cui e’ in contatto telefonico: ”Ci stanno uccidendo con coltelli e machete. Vanno nelle case dove vivono gruppi di africani, che accusano di essere mercenari del regime”.

”Zerai ci ha riferito che decine di questi giovani in pericolo di vita sono i migranti respinti dall’Italia” continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne. ”Si segnalano inoltre bombardamenti in corso presso le carceri, particolarmente violenti a Misratah, dove sono detenuti molti profughi africani, mentre altri sono attualmente in gravissime condizioni. A questo si aggiungono innumerevoli episodi di violenza contro africani all’interno degli stessi penitenziari”.

EveryOne si unisce all’appello lanciato dall’Agenzia Habeshia e chiede all’Alto Commissario per i Rifugiati Antonio Guterres, all’Alto Commissario per i Diritti Umani Navi Pillay e allo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali Philip Alston di mettere in atto con urgenza piani di protezione per i profughi africani perseguitati. ”Ci appelliamo inoltre all’Ambasciata italiana a Tripoli e alle rappresentanze diplomatiche in Libia dei Paesi democratici affinche’ aprano le proprie porte ai profughi eritrei, etiopi, somali e sudanesi, per sottrarli al massacro. Infine” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, ”chiediamo all’Unione europea di attivare senza indugi programmi di evacuazione umanitaria, accogliendo i profughi africani perseguitati in Libia nell’Ue e fermando cosi’ la carneficina”.

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