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E’ FINITO IN VITTORIA LO SCIOPERO DELLA FAME DEI “300”

marzo 12, 2011

Il 25 Gennaio 2011 trecento immigrati ad Atene e Salonicco cominciarono un feroce sciopero della fame, rivendicando qualcosa di basilare e fondamentale: uguali diritti con i lavoratori licali e la legalizzazione di tutti gli immigrati che vivono, lavorano e si muovono nel paese.

44 giorni più tardi e dopo che più di 100 degli scioperanti sono stati ricoverati in ospedale con seri problemi di salute, lo stato è stato costretto a lasciar cadere l’ intransigenza mostrata fino all’ultimo, con minacce di deportazione degli immigrati, e a negoziare ufficialmente con loro, andando incontro ad una parte significativa delle loro richieste:

  • diminuzione del tempo richiesto di presenza nel paese da parte dell’immigrato per permettergli di fare richiesta di residenza permanente nel paese stesso;
  • diminuzione dei crediti lavorativi da 200 a 120 (ovvero una diminuzione del 40%) per poter far domanda di residenza permanente nel paese;
  • diminuzione dei crediti lavorativi da 80 a 50 per poter ottenere la copertura assicurativa sanitaria.

Queste condizioni sono state ottenute e valgono per TUTTI GLI IMMIGRATI presenti in territorio greco, ed il terzo punto è stato ottenuto anche a voce dei lavoratori locali.

Per i 300 scioperanti in particolare, invece, è stato ottenuto di rinnovare a tempo indeterminato il loro “status di tolleranza” all’interno del paese da 6 mesi, come era fin’ora. In questo modo tutti i 300 potranno rimanere nel paese fino al raggiungimento del tempo e delle condizioni per l’ottenimento di un permesso di residenza nel paese. Durante questo tempo, inoltre, sarò loro permesso di viaggiare liberamente al e dal proprio paese di origine.

I 300 immigrati in sciopero della fame hanno rischiato la loro vita non sulla base di motivi individualistici o utilitari, ma sulla base di diritti collettivi, in una battaglia che ha affermato i diritti concernenti la dignità dell’intera classe lavorativa.

Questa lotta ha ottenuto un’immensa vittoria per tutti quegli immigrati che ora possono sperare di vivere nel paese senza la paura di essere senza documenti.

La decisione del governo di andare incontro a parte delle richieste dei 300 immigrati in sciopero della fame prova che le uniche battaglie perse sono quelle che non vengono combattute. Dimostra, inoltre, che le amministrazioni della Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea, non sono invincibili.. Uno spirito militante fermo e un’ampia solidarietà sociale possono portare a risultati tangili.

Se 300 hanno ottenuto questo, immaginate quanto possono raggiungere migliaia di immigrati lavoratori repressi se insieme!

La rivendicazione dei 300 immigrati in sciopero della fame è una speranza per l’intera società.

http://it.contrainfo.espiv.net/

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