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Emergenza moratoria sui rimpatri verso la Tunisia

aprile 4, 2011

Emergenza moratoria sui rimpatri verso la Tunisia e per un’accoglienza dignitosa dei tunisini/e nell’UE !
Par réseau migreurop, 4 avril 2011

Da due mesi a questa parte, la Tunisia subisce delle pressioni non indifferenti, specialmente da parte dell’Italia, per il rafforzamento dei controlli alle sue frontiere e la riammissione dei cittadini tunisini arrivati a Lampedusa. La visita di Silvio Berlusconi in Tunisia il 4 aprile è volta proprio ad ottenere un impegno in questo senso da parte delle autorità tunisine, nonostante i ripetuti appelli delle organizzazioni di difesa dei diritti dei migranti (Migreurop, 22 febbraio ; Mare Nostrum, 2 marzo e REMDH, 23 marzo) e in barba alla situazione eccezionale cui la Tunisia deve far fronte.

La Tunisia sta attraversando un momento storico e deve rispondere a sfide importanti in termini di costruzione democratica. La situazione è pregna di immense speranze, ma anche complessa e particolarmente difficile, visto il conflitto in corso in Libia. La Tunisia ha accolto dall’inizio della crisi libica oltre 200.000 persone, ossia dieci volte di più dell’Italia. Si è potuto rimpatriare verso i paesi d’origine la maggioranza delle persone arrivate in Tunisia, ma a migliaia sono ancora bloccati nell’accampamento alla frontiera poiché non gli è possibile tornare in paesi d’origine oggi in guerra, come la Costa d’Avorio, l’Eritrea e la Somalia.

E’ ipocrita e immorale da parte dell’UE felicitarsi per la rivoluzione in Tunisia e, al tempo stesso, esigere che la Tunisia continui, in nome di una supposta necessità di proteggere l’Europa da un’ “ondata migratoria”, a comportarsi da poliziotto di frontiera, come ai tempi di Ben Ali. E’ urgente, al contrario, prendere atto dei cambiamenti democratici e ricostruire le relazioni tra l’UE e la Tunisia su basi di equità e trasparenza. Gli stati europei non possono rispondere al processo democratico in corso con una politica repressiva nei confronti dei migranti, facendo pesare la minaccia di un rimpatrio collettivo.

Non soltanto si deve ritirare questa minaccia, ma gli stati dell’UE hanno la responsabilità di accogliere degnamente coloro che sono arrivati in Europa in queste ultime settimane. Da più di un mese, la gestione della situazione da parte del governo italiano è caratterizzata dall’arbitrarietà e l’incoerenza. Il trattamento riservato ai tunisini in alcuni centri di detenzione in Italia, la caccia ai migranti nel sud della Francia e il ping-pong di cui altri ancora sono oggetto alla frontiera franco-italiana sono inaccettabili.

E’, infine, inammissibile che l’Unione europea lasci che la Tunisia si prenda carico da sola dell’accoglienza delle persone in fuga dalla Libia che non hanno possibilità di rientrare nei loro paesi. L’Unione europea ha il dovere di mostrarsi all’altezza della situazione, prendendo esempio dall’accoglienza offerta dalla Tunisia a tutte le persone in fuga dalla Libia.

Una situazione eccezionale richiede misure eccezionali e l’UE dispone di tutti gli strumenti giuridici e politici per farvi fronte. Gli Stati membri devono, senza ulteriori attese, farsi carico delle proprie responsabilità e:

  • Dichiarare una moratoria immediata sui rimpatri di cittadini tunisini ;
  • Accordare eccezionalmente possibilità di soggiorno regolare ai tunisini già arrivati in Francia ed in Italia;
  • Garantire l’accesso al territorio europeo alle persone in cerca di protezione ed astenersi da qualsiasi misura o accordo che potrebbero ostacolarlo;
  • Mettere in opera il dispositivo che permette di accordare la protezione temporanea prevista dalla direttiva del 20 luglio 2001 a tutti coloro che possono avvalersene;
  • Accogliere, nel quadro della re-insediamento, i rifugiati presenti alla frontiera tunisino-libica che lo desiderino;
  • Offrire asilo o protezione a tutte le persone che non possono essere rimpatriate a causa delle situazione nei loro paesi d’origine.
  • A breve termine, è importante mettere in campo un programma europeo di aiuti e cooperazione con la Tunisia che permetta ai suoi cittadini di entrare regolarmente negli stati membri per lavorare o studiare.

Firmatari : ABCDS (Marocco), ACORT (Turchia), APDHA (Spagna), ARCI (Italia), ASGI (Italia), CIRE (Belgio), FTCR (Francia), GADEM (Marocco), GISTI (Francia), La Cimade (Francia), LDH (Belgio), Migreurop, SOS Racismo (Spagna)

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