Skip to content

Perde il marito e il diritto di restare

settembre 14, 2011


E’ la storia di Mayrame, senegalese, rimasta vedova con tre bambini e una decisione di espulsione

di Daniela Carugati
da LaRegione Ticino del 13 settembre 2011

Ha due grandi e profondi occhi scuri Mayrame Sy Stocker. Grandi come la speranza di poter continuare a vivere qui, nel Paese di suo marito e dei suoi tre figli, ancora in tenera età. Profondi come il pudore con il quale lo chiede. Ma la Sezione della popolazione ha detto che no, non può restare: deve lasciare il suolo della Confederazione elvetica. Deve tornarsene da dove è venuta, in Senegal. Mancato il marito il marzo scorso –  a soli sei mesi dal loro arrivo in Ticino – è caduto anche quel ricongiungimento famigliare che le aveva dato modo di ottenere un permesso B di soggiorno (tuttora valido). Insomma, perso il compagno, ha perso anche il diritto di rimanere. La legge parla chiaro, le è stato detto: o rinuncia alla Svizzera o rinuncia a essere mamma.
Per Mayrame, nata a Dakar 27 anni fa, è un aut aut che suona come una sentenza. Come può lasciare soli tre bambini di 7, 4 e neppure 2 anni? La famiglia del marito è con lei. Così con l’aiuto di un legale, l’avvocato Fulvio Pezzati, ha impugnato la decisione della Sezione della popolazione davanti al Consiglio di Stato. Ricorso, ora al vaglio del Cantone, che ha di fatto sospeso la risoluzione. In caso contrario se ne sarebbe già dovuta andare il 31 agosto scorso. Una eventualità che rifiutano parenti e amici, tanto da decidere di lanciare un appello all’autorità cantonale e uno alla Consigliera federale Simonetta Sommaruga. Un appello che confida di innescare un moto di solidarietà (vedi riquadro).
Ora, finché il governo cantonale non si sarà pronunciato, la donna spera. E giorno dopo giorno affronta la sua quotidianità con i figli, che nel caso dei più grandicelli frequentano l’asilo a Vacallo, dove vivono e dove la comunità (in particolare diverse mamme) li ha ‘adottati’. La vita continua. Oggi (ieri per chi legge, ndr) Mayrame ha lezione di italiano: la 27enne frequenta il corso promosso dal Dicastero servizi e attività sociali del Comune di Chiasso. Lo fa grazie al sostegno dell’autorità vacallese. «Se imparo bene la lingua – ci dice –, potrò cercare lavoro». Si è integrata bene nella realtà locale, quindi appena le sarà possibile la giovane madre intende trovarsi un’occupazione, anche se la famiglia, con la rendita di vedovanza e le prestazioni riconosciute ai figli riesce a bastare a sé stessa.
In Senegal, ci fa capire la donna, ha conseguito un diploma di commercio: «Lavoravo alla torre di controllo dell’aeroporto di Dakar». È proprio lì, a Dakar, che alla fine degli anni Novanta conosce suo marito Jörg, impiegato nel settore alberghiero. «Ci siamo sposati il 25 dicembre del 2003» ci racconta. Un’unione che in Svizzera, però, sarà registrata solo nel maggio del 2009, ovvero dopo l’avvenuto divorzio dell’uomo. Sono nati così Salimata, 7 anni, Mouhamed, 4 anni, e Serigne Fallou quasi 2, che ora va all’asilo nido delle suorine di Chiasso, dove Mayrame presta del volontariato. «A quel punto mio marito ha lavorato per far sì che i bambini potessero crescere e ricevere una formazione in Svizzera». Per questo ora la giovane mamma vorrebbe esaudire il desiderio del compagno.
Una volta costretta a rientrare in Senegal, che condizioni troverebbe? «Io lì non ho più nulla. Per partire ho venduto tutto: dovrei ricominciare da zero in un paese che vive una cituazione politica instabile. In altre parole, non ci sono le premesse migliori per tornare».
Mayrame, cosa si attende, adesso, dalle autorità? «Che mi aiutino a poter restare». Del resto, ci fa notare il cognato, Klaus Stocker, «non ha scelto lei di trovarsi in queste circostanze. Chiederle oggi di lasciare la Svizzera significa penalizzarla due volte: la prima per la morte del marito, la seconda per essersi ritrovata oltre che con il danno anche con la beffa dell’espulsione».
Klaus Stocker non capisce, e fatica anche a accettare le ragioni che accompagnano la decisione, quel ricongiungimento famigliare ora negato. «Ho chiesto spiegazioni – ci fa presente –: mi sono sentito rispondere che la legge è così e basta. Che esiste la possibilità di ricorrere e che l’ultima parola spetta a Berna». Capitale verso la quale si guarda (accanto al Palazzo delle Orsoline) per intravvedere una via di uscita. «Confidiamo che molte persone aderiscano alla nostra iniziativa e sottoscrivano la lettera di sostegno indirizzata al Consiglio di Stato e alla Confederazione elvetica. Più saremo, più il nostro contibuto solidale sarà ampio». E la storia di Mayrame non rimarrà scritta solo sulle sabbie della dimenticanza.

‘Ci sono palesi violazioni’
Parla Fulvio Pezzati, legale della giovane mamma
«Ci troviamo di fronte a una situazione assurda». Non trova altre parole l’avvocato Fulvio Pezzati, legale di Mayrame Sy Stocker, per commentare la situazione. «Casi così ne possono accadere, ma non con la presenza di tre figli piccoli, per di più di nazionalità svizzera. Qui c’è una famiglia, ci sono dei bambini che hanno diritto di restare» ribadisce il patrocinatore.
È vero la legge parla sempre chiaro, e fissa dei presupposti (quali la durata del matrimonio e la permanenza comune su suolo elvetico) che per Mayrame non sono dati. «Ma parliamo – rilancia il legale – di una persona che si è ritrovata vedova di un cittadino svizzero e che inoltre è madre. Ce n’è, insomma, a sufficienza per non pensare a un allontanamento. Sono scioccato dalla decisione presa dalla Sezione della popolazione – prosegue Pezzati –. Ne ho visti di casi assurdi nella mia esperienza, e mi occupo di tante situazioni simili, ma anche quando si affronta un incarto difficile si può trovare la via per sistemare le cose. O vogliamo finire davanti al Tribunale federale, con i costi relativi?».
Ecco perché si cerca la solidarietà della popolazione locale. Del resto, richiama ancora l’avvocato, non sussistono problemi economici o di altro genere, la giovane mamma come pure i suoi tre figli hanno dei parenti e una comunità su cui appoggiarsi. Per quale motivo, quindi, si dovrebbe negare a questi bimbi di poter vivere e crescere in Svìzzera, avendo accanto la mamma? La domanda rimbalza insistente, dalle pagine del ricorso al CdS e dalle voci di chi ha cuore.
Se non fosse venuto a mancare il marito, fa notare Pezzati, il matrimonio e il nucleo famigliare avrebbero continuato a sussistere come è successo fino al marzo scorso. A questo punto, ribadisce il legale, decretare l’espulsione di Mayrame, madre di piccoli cittadini svizzeri e orfani, arriva a sfiorare la violazione dei diritti dei bambini.
Questa storia, conclude Pezzati, non può quindi non toccare la sensibilità di chi è chiamato a pronunciarsi sul destino di questa donna.

Lettera di solidarietà
I parenti e gli amici di Mayrame le stanno davvero tentanto tutte. Forti delle nuove tecnologie, si è deciso di rafforzare le ragioni del ricorso presentato al Consiglio di Stato con un’azione di solidarietà. «Abbiamo pensato di rivolgerci direttamente al governo cantonale da una parte, e al Consiglio federale dall’altra scrivendo delle lettere di sostegno al Cantone e alla ministra Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia» ci dice il cognato della giovane mamma, Klaus Stocker. Lettere nelle quali si domanda un «intervento straordinario» e di «fare tutto il possibile per trovare una soluzione positiva in tempi rapidissimi». Tutti potranno aderire all’iniziativa sottoscrivendo la missiva e imbucandola al CdS e a Berna. Punto di riferimento facebook e la Fondazione Amici della Vita.

One Comment leave one →
  1. Juan Carlos permalink
    settembre 14, 2011 13:56

    Doviamo appoggiare fortemente la nostra legge e applicarla con tutte le sue conseguenze di modo che nessuno altra persona confederata o no si permetta di dubitare di nostro buon senso. Sono sicuro che le nostre autorità politiche si impegneranno con tutto il loro buon senso rimasto finora. Sono sicuro che i nostro burocrati e politici ci daranno il buon esempio non solo con il loro potere e autorità datti dai noi (Il popolo SVIZZERO) sostenendo il buon senso delle nostre leggi e assurdi burocratici. Da oggi sono un uomo fiero ed orgoglioso di riconoscere le nostre potenzialità come confederazione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: