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Per la prima volta presi di mira i bambini (in Svizzera attendiamo…)

ottobre 10, 2011


da il manifesto del 6 ottobre 2011

L’orribile legge dell’Alabama contro l’immigrazione ispanica

Giorni fa il presidente Obama ha ammesso che nella corsa verso la (ri)elezione alla Casa bianca del 2012 non parte con i favori del pronostico. Troppo grave la crisi economica (e troppo unilaterlmente sbagliate le ricette adottate per combatterla) e troppe le promesse mancate e le delusioni patite da coloro che lo votarono 4 anni fa. Fra questi e fra i più delusi ci sono i quasi 50 milioni di «ispanici», che fanno degli Usa il secondo paese al mondo con più ispano-parlanti, uno ogni 6 statunitensi.
Di certo a migliorare la chanches di Obama (e la sua immagine, anche se in questo caso non è lui il responsabile) non contribuirà la legge appena entrata in vigore in Alabama. Una legge anti-immigranti, «draconiana» (si legga xenofoba, razzista e fascista), che «terrorizza i minori» ispanici, che viola i diritti dei bambini, che si oppone a precedenti sentenze della Corte suprema e che può tagliare fuori dall’istruzione scolastica e dall’assistenza medica migliaia di famiglie di «indocumentados». Una legge ancora peggiore di quella famosa (famigerata) dell’Arizona, la SB 1070. Dopo che la giudice federale Blackburn (nominata dal presidente George W. Bush) ha dato via libera ad alcuni delle sue disposizioni più orrende, la legge anti-immigrati dell’Alabama si presenta come la più feroce dell’Unione (in attesa della prossima…).
L’immediato ricorso presentato dal Dipartimento della giustizia non è riuscito a impedirne l’entrata in vigore. Per cui, con effetto immediato, uscire per strada senza un documento di identità è divenuto un delitto e i poliziotti dell’Alabama potranno esigere lo status migratorio di qualsiasi persona che sospettino essere un «indocumentado». Come in Arizona. Ma l’Alabama ha voluto andare ancor più lontano.
Per le compagnie private e le piccole imprese (anche quelle che forniscono l’acqua o l’elettricità e la raccolta dell’immondizia) sarà proibito fornire il servizio a clienti indocumentados. Ora le scuole pubbliche dell’Alabama sono obbligate a verificare il permesso di soggiorno degli studenti e dei genitori. Per la prima volta una legge migratoria Usa prende di mira i minorenni.
L’aspetto più «curioso», ossia più ideologico, della legge sta nel fatto che gli ispanici in quello stato non sono più del 3%, contro il 10-12% di altri stati meridionali. Il punto è che l’ufficio del censo nel 2009 ha stimato una crescita complessiva dei «latinos» pari al 145% nell’ultimo decennio indicando l’Alabama come lo stato in cui sono più cresciuti a partire dal 2000.
Un primo effetto della legge è stata l’improvvisa «scomparsa» di lavoratori dal contesto sociale e di studenti ispanici dalle scuole (il New York Times scrive di circa 2000 studenti, il 5% della popolazione studentesca ispanica).
Solo pochi giorni fa Obama in un’intervista ha ribadito che gli Usa devono evitare che avanzino leggi migratorie dei singoli stati, perché il problema deve essere affrontato a livello nazionale. Una delle sue tante promesse mancate. Il muro dei repubblicani in Congresso ha reso (anche) quella riforma impossibile.

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