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Senzatetto, le richieste ci sono

dicembre 6, 2011


da La Regione del 6 dicembre 2011

Critiche al Cantone dopo la mancata apertura del centro invernale di Lumino

«Sostanzialmente il Cantone ha deciso di non decidere, ma il problema rimane: si tratta infatti di evitare drammi». Così Donato Di Blasi del ‘Movimento dei senza voce’, dopo che Bellinzona ha escluso il suo sostegno a un eventuale centro provvisorio invernale per senzatetto, che fosse a Lumino come nel 2009 e nel 2010 o in un’altra sede. Come abbiamo riferito nell’edizione di sabato, la scorsa settimana i Dipartimenti della socialità e delle istituzioni sono giunti alla conclusione che non esiste un’emergenza legata ai ‘senzatetto’ residenti (ossia svizzeri e stranieri con permesso).
In entrambe le annate a occupare la struttura nel centro della Protezione civile di Lumino erano infatti stati soprattutto gli ecuadoriani che ogni Natale approdano nella nostra regione come venditori ambulanti per la stagione dei mercatini. «Evidentemente non condivido una motivazione del genere», spiega da noi contattato Di Blasi, che è anche responsabile di Casa Astra, centro permanente attivo a Ligornetto con dodici posti letto. Ritiene che in realtà una domanda ci sia, e riguarda anche i residenti. Soprattutto se si considera che Casa Astra è una delle sole due strutture del genere in Ticino, insieme al centro Emmaus di Rivera che offre una quindicina di posti. «Il nostro grado di occupazione si aggira intorno al 90%», sottolinea colui che gestisce il centro di Ligornetto, peraltro sempre in attesa dello spostamento in una nuova sede a Mendrisio (per farlo si attende il messaggio governativo che consentirà il finanziamento del ‘trasloco’). Donato Di Blasi fa notare anche che da oramai un anno ha chiuso i battenti il dormitorio di Lugano. Secondo lui c’è dunque bisogno di posto per le persone residenti (e non) che si trovano senza un tetto, soprattutto nella stagione invernale: «Nelle grandi città l’autorità politica non si sottrae a questa domanda».
Per il membro del ‘Movimento dei senza voce’ non si può fingere nemmeno che non esista un problema legato agli ecuadoriani. Lo stesso Movimento a settembre aveva dato la sua disponibilità a organizzare il centro provvisorio per l’inverno 2011-2012, ricevendo venerdì scorso la risposta del Cantone: non si apre.
«Capisco che ci sia un problema giuridico legato al fatto che queste persone non possano legalmente esercitare il commercio ambulante, ma ritengo che abbandonarle sul territorio non sia una soluzione: o le autorità le aiutano a rientrare a casa, oppure si decida altrimenti. Pensiamo anche ai minori presenti nella comunità ecuadoriana». C’è il rischio che si ripetano tragedie come quella della fine del 2008 quando due sudamericani morirono asfissiati all’interno di un furgone parcheggiato a Bellinzona, mentre cercavano di riscaldarsi con del gas.
È vero però che spetterebbe alle stesse persone procurarsi un tetto, replichiamo. «Certo, ma è vero anche che queste persone effettivamente si presentano sul territorio, quindi bisogna entrare in contatto con loro per cercare di trovare dei rimedi», risponde Di Blasi. E aggiunge: «La questione va affrontata dal Cantone con le comunità interessate, ma anche con chi si confronta quotidianamente con queste problematiche», conclude ancora quasi denunciando una mancanza di interesse da parte del Cantone.
SIBER

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