Skip to content

Beatrice Genini resti in Svizzera, parte l’appello.

dicembre 9, 2011


da La Regione Ticino del 9 dicembre 2011

Lettere all’Ufficio federale della migrazione e alla deputazione ticinese alle Camere
Beatrice Genini ha perso il marito quattro anni fa, dopo appena sei mesi di matrimonio. Ora la giovane senegalese rischia l’espulsione dalla Svizzera: l’Ufficio federale della migrazione ha deciso di non rinnovarle il permesso di dimora (permesso B) perché non esisteva più il motivo del ricongiungimento familiare. Questo nonostante il preavviso favorevole della Sezione della popolazione del Canton Ticino. La donna è perfettamente integrata in Ticino, ha imparato la lingua e si è data da fare per guadagnarsi da vivere: ha lavorato come animatrice, ausiliaria di pulizie e impiegata in una catena di ristoranti. In Senegal non torna da quando si è sposata e qui si è creata una rete di amicizie che l’ha sostenuta e le ha permesso di rifarsi una vita dopo la morte del marito.

La sua storia assomiglia parecchio a quella di Mayrame Sy Stocker, che è passata attraverso lo stesso incubo nel settembre di quest’anno e che alla fine è riuscita a ottenere un permesso di soggiorno per lei, mentre i suoi tre figli non avevano problemi, essendo di cittadinanza svizzera. Beatrice non ha figli ma intende restare in Ticino per continuare la sua vita normalmente. In ambito di ricongiungimento familiare, però, ogni caso è una storia a sé. Non è quindi assolutamente detto che anche Beatrice potrà beneficiare di una decisione favorevole.

Ecco perché la Fondazione amici della vita, la stessa che aveva sostenuto la causa di MAyrame Sy (cognata del presidente Klaus Stoker), ha deciso di battersi anche per Beatrice. Negli scosi giorni è partito l’appello a sottoscrivere una lettera all’indirizzo dell’Ufficio federale della migrazione e della deputazione ticinese alle Camere federali. Si spera così di fare leva sulla sensibilità umana dei deputati e delle autorità affinché il caso sia rivalutato: «Non corrisponde alle nostre tradizioni umanitarie espellere una persona dopo la morte del proprio coniuge».

La lettera si può scaricare dal sito http://www.amicidellavita.org tramite la pagina di facebook della Fondazione o scrivendo via mail a fondazione@amicidellavita.org. L’avvocato della donna, il bellinzonese Mario Branda, aveva inoltrato un’istanza di riesame, ma da Berna ci si aspetta una presa di posizione entro il 16 dicembre. «Abbiamo poco tempo ma speriamo di raccogliere tante adesioni durante questa settimana – ci spiega Beatrice Genini – . In fondo tra pochi mesi potrei ottenere un permesso di domicilio, essendomi sposata quasi cinque anni fa».
PRI

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: