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1 mattone X Casa Astra: parte l’azione di raccolta fondi per il centro di accoglienza

dicembre 17, 2011


È iniziata venerdì 16 dicembre a Bellinzona la raccolta fondi denominata “1 mattone X Casa Astra” destinata all’acquisto di una nuova struttura, già trovata nel territorio del Comune di Mendrisio, per il centro di accoglienza. Situata attualmente a Ligornetto e aperta il 1° maggio del 2004, Casa Astra non riesce più a soddisfare le richieste di entrata. Quest’anno sono state almeno 100 le domande di collocamento non soddisfatte per persone con problemi di alloggio.

La donazione per il “mattoncino” in vendita parte da un minimo di 20.- fino ad un massimo indefinito. Per informazioni potete scrivere a casa.astra@bluewin.ch

PER LE VOSTRE DONAZIONI
Associazione Movimento dei Senza Voce
Banca RAIFFEISEN Mendrisio e Valle di Muggio
6850 Mendrisio
CCP 69-7191-8
IBAN: CH11 8034 0000 0509 3608 4
Causale: 1 mattone X Casa Astra

COMUNICATO STAMPA
dell’Associazione “Movimento dei Senza voce”
Bellinzona – 16 dicembre 2011

1 mattone X Casa Astra

Gentili signore, egregi signori, spettabili redazioni,
Quest’oggi, 16 dicembre 2011, parte ufficialmente la raccolta pubblica di fondi denominata „1 mattone X Casa Astra“. La raccolta promossa dall’Associazione Movimento dei Senza Voce, ha come obiettivo finale l’acquisto della struttura, situata a Mendrisio, che ospiterà il nuovo centro di accoglienza Casa Astra.
Per la nuova struttura l’Associazione ha ricevuto la licenza edilizia per il cambio di destinazione il 1° febbraio 2011. In questi mesi sono stati fatti i passi successivi perché il progetto possa finalmente arrivare a buon fine. Alcune settimane fa il DSS ha avuto un primo incontro con il Municipio di Mendrisio, incontro di cui attendiamo gli sviluppi.
Il 25 marzo del 2009 era stato consegnato al Consiglio di Stato un progetto denominato „Progetto per una rete di centri di accoglienza in Ticino“. Alle richieste avanzate dal progetto e a diverse interrogazioni il Consiglio di Stato aveva risposto nel Messaggio 6299 dell’11 novembre 2009:

„…tenendo conto delle testimonianze di enti e servizi che operano sul territorio e che segnalano l’esistenza di persone in situazione di disagio che necessitano di accoglienza immediata e che non trovano risposta attraverso l’offerta attuale, si concorda con la necessità di un potenziamento progressivo, attraverso le seguenti iniziative:
1. il potenziamento di Casa Astra (da 12 a 20 posti)
2. un nuovo centro di prima accoglienza nel Sopraceneri
3. in una fase successiva, quando l’attuale dormitorio dovrà essere chiuso a causa del tracciato della strada di raccordo con la galleria Vedeggio-Cassarate, un eventuale nuovo centro di prima accoglienza a Lugano. (Ndr il dormitorio è stato chiuso nel dicembre 2010)
Si ritiene opportuno che queste iniziative siano promosse dal settore privato, più flessibile e vicino alle realtà delle persone che chiedono accoglienza, con il sostegno finanziario dello Stato (vi sono esempi analoghi nei cantoni romandi).„

Dopo questo messaggio, in cui il Consiglio di Stato dichiara di voler sostenere finanziariamente il progetto, è stata inoltrata una mozione (MO743 del 20 aprile 2010) a nome Manuele Bertoli e altri 20 cofirmatari per chiedere il finanziamento dei centri di accoglienza.
Il Consiglio di Stato ha quindi dato mandato al DSS di preparare un Messaggio ormai pronto dalla fine del giugno 2011. Non conosciamo al momento i contenuti del Messaggio e attendiamo ancora che venga presentato al Consiglio di Stato.

Aperta nel 2004, Casa Astra ha ospitato, in questi quasi 8 anni, centinaia di persone svizzere e straniere, residenti e non, costruendosi una solida rete di collaborazioni sul territorio cantonale. Nel 2005 la ricerca denominata „La presenza di persone senza tetto nel Cantone“ aveva cifrato a più di 800 le richieste all’anno per alloggi di emergenza. Da allora ci siamo ritrovati in una crisi mondiale, chiusure di aziende, una revisione della Legge sulla Disoccupazione che ha inviato numerose persone in assistenza. Possiamo quindi immaginare che la situazione non sia in alcun modo migliorata, anzi. Numerose persone residenti e non sono ancora oggi collocate in hotel e pensioni in attesa che le loro situazioni si risolvano e senza la possibilità di una presa in carico continuata.
La nuova struttura potrà disporre di stanze adeguate, di un servizio mensa, di occupazioni per gli ospiti che non lavorano ma soprattutto del personale specializzato per seguire, in collaborazione con i servizi del territorio, gli ospiti. Questo permetterà al Cantone di risparmiare rispetto ai prezzi delle pensioni private e di, oltretutto, creare nuovi posti di lavoro per residenti diplomati o laureati.

Anche una struttura come l’Organizzazione Socio Psichiatrica di Mendrisio si è detta più volte interessata al nostro progetto. Con questa istituzione collaboriamo da tempo in qualità di struttura di passaggio per persone in uscita dalla clinica che dovranno in seguito ritrovare una propria abitazione.
Oltre all’OSC, collaboriamo da tempo con altre strutture e uffici cantonali e comunali come le tutorie, i Pronto Soccorso dell’EOC, l’Ufficio del Sostegno Sociale e dell’Inserimento, gli uffici sociali di molti Comuni. Crediamo sia arrivato il tempo di formalizzare e ufficializzare tutte queste collaborazioni mettendoci nelle condizioni di poter svolgere al meglio il nostro lavoro in una struttura adeguata per entrare nella quale abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità.

Quello che ci spinge a impegnarci in questo progetto è la possibilità di dare una forma concreta all’articolo 12 della Costituzione Federale dove si dichiara: Chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un’esistenza dignitosa. In questo articolo di grande bellezza, anche gli articoli costituzionali possono talvolta definirsi belli, si parla di „Chi è nel bisogno“ senza ulteriori specifiche riguardo le persone. A coloro „Che sono oggi nel bisogno“, più che a noi come promotori, il Cantone deve oggi una risposta e un impegno concreti.

Sono intervenuti alla conferenza stampa in qualità di membri del Comitato dell’Associazione: la consigliera nazionale Marina Carobbio, Anna Biscossa Presidente di SOS Ticino, Elena Bacchetta Presidente della Direzione dei Verdi del Ticino, Donato Di Blasi Responsabile di Casa Astra.
Per informazioni potete chiamare al numero 077 / 44 88 572, oppure scrivere una email a: senzavoce@bluewin.ch

Il volantino della raccolta fondi (PDF)
La cedola di versamento per le vostre donazioni (PDF)
Il comunicato stampa (PDF)
Il Progetto per una rete di centri di accoglienza nel Cantone Ticino (link)
Il sito di Casa Astra
Casa Astra su Facebook

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