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« Parole di espulsi/e » : Una raccolta per far conoscere la realtà di quella che viene pudicamente definita « riammissione »

marzo 9, 2012

Per scaricare la raccolta

Dagli anni ’90, l’Unione europea si dedica alo sviluppo dell’asse “esterno” della sua politica di immigrazione ed asilo, meglio noto come “processo di esternalizzazione”. Numerosi mezzi, dispositivi e strumenti sono stati approntati per far in modo che siano i suoi vicini (più o meno prossimi) a prendersi carico del controllo dei flussi migratori. Tra questi, gli accordi di riammissione che sono diventati uno dei cardini dell’esternalizzazione.

Gli Stati membri dell’Unione europea, e l’Unione stessa, spingono gli Stati terzi a firmare questi accordi che li impegnano ad accettare il rimpatrio sul loro territorio di tutte le persone giudicate indesiderabili sul suolo europeo (che si tratti di cittadini/e del paese terzo in questione o persone di nazionalità diversa che vi abbiano transitato per raggiungere l’Europa). In cambio, a questi Stati terzi vengono proposte delle “compensazioni”, aiuti allo sviluppo, esenzione dall’obbligo di visto o facilitazioni nel rilascio di visti o ancora aiuti economici.

Di fronte alla mancanza di trasparenza sia nella negoziazione che nell’applicazione di questi accordi e alle scarse informazioni disponibili, la rete euro-africana Migreurop ha costituito un gruppo di lavoro dedicato al loro studio. Questo gruppo è impegnato nella ricerca, l’archiviazione e la diffusione dei testi di questi accordi e mette regolarmente in allarme i parlamentari nazionali ed europei e la società civile, in generale, sui pericoli, specialmente in termini di rispetto dei diritti dell’uomo, derivanti dalla loro sottoscrizione.

Uno strumento per far conoscere questa realtà sempre più significativa è dare la parola ai/alle diretti/e interessati/e : gli/le “espulsi/e”. Il lavoro “Parole di espulsi/e” è il frutto di un lavoro collettivo con le associazioni della rete Migreurop. Non si propone solo di spiegare il quadro giuridico all’interno del quale sono organizzate le “riammissioni” dei/delle migranti/e, ma anche e soprattutto di riportare la voce delle persone espulse, rimpatriate o respinte, voci che rendono conto meglio di qualsiasi altro strumento degli effetti drammatici di questo processo.

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