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Consiglio Nazionale: nuovo giro di vite nell’asilo, solo aiuto urgente

giugno 13, 2012


Il Consiglio nazionale ha iniziato stamani il dibattito fiume sulla revisione del diritto d’asilo e dalle prime decisioni già emerge un ulteriore “giro di vite”.

I richiedenti l’asilo non riceveranno più l’aiuto sociale, ma solo quello urgente, quelli “problematici” saranno rinchiusi in centri speciali, l’asilo sarà concesso solo al coniuge e ai figli minorenni di un rifugiato e non sarà più possibile depositare una domanda d’asilo in un’ambasciata svizzera. La revisione era già stata discussa dagli Stati in dicembre. Fin dal dibattito d’entrata in materia, accolta con 158 voti contro 34 e 2 astenuti, la sinistra ha tentato invano di bloccare la revisione. Questo progetto segna un cambiamento di filosofia: al posto di combattere gli abusi, se la prende con i veri rifugiati, ha dichiarato Antonio Hodgers (Verdi/GE), pure lui a suo tempo rifugiato. Inasprire la legge, come sta facendo il parlamento da 30 anni con una decina di revisioni, non è servito a combattere gli abusi. Destra e centro sono invece convinti della necessità di maggiore fermezza in questo settore.

Abolito l’aiuto sociale
L’abolizione dell’aiuto sociale per gli asilanti, chiesto da Philipp Müller (PLR/AG), è stata accolta con 109 voti contro 76 e 5 astenuti. In futuro dovranno tutti accontentarsi dell’aiuto urgente. Attualmente, i richiedenti l’asilo ricevono l’aiuto urgente al posto di quello sociale soltanto quando le autorità competenti hanno già respinto la loro richiesta o non sono nemmeno entrate nel merito.
Per Ueli Leuenberger (Verdi/GE) rifiutare l’aiuto sociale a tutti i richiedenti, tagliando loro i viveri, significa produrre nuovi delinquenti e punire le persone veramente perseguitate. Città e cantoni si oppongono a questo provvedimento, ha pure ricordato l’ecologista.
I beneficiari dell’aiuto urgente non hanno un alloggio fisso e non hanno il diritto di lavorare. Estendere questa soluzione a persone traumatizzate e torturate è inumano ed è contrario alla tradizione umanitaria della Svizzera, ha osservato inutilmente la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Lo schieramento borghese è rimasto insensibile a questi appelli. Alloggio, vitto e cure mediche: l’aiuto urgente non è inumano, ha sostenuto Ruth Humbel (PPD/AG). Inoltre le necessità delle persone particolarmente vulnerabili saranno prese in considerazione, ha garantito Philipp Müller.

No ai centri d’internamento
L’idea di creare centri d’internamento per i richiedenti problematici, lanciata da UDC e Lega, non ha convinto il Consiglio Nazionale che si è invece pronunciato, con 136 voti contro 54, a favore di centri speciali, non chiusi.
Per Roberta Pantani (Lega/TI) l’internamento è l’unica soluzione per porre fine a “aggressioni a scopo di rapina, furti, molestie ai danni della popolazione e pestaggi”. “Chiasso ne sa qualcosa”, ha aggiunto. È più che mai giunto il momento di rinchiudere “elementi del genere”, ha aggiunto Hans Fehr (UDC/ZH).
“Non è ammissibile rinchiudere chicchessia senza la decisione di un giudice. Chi introduce una prassi del genere si allontana dai principi basilari di questo Stato”, ha risposto Daniel Vischer (Verdi/ZH). PS e Verdi si sono opposti anche ai centri speciali, ma senza successo.
Meno contestata è stata l’introduzione di un’altra regola: in futuro, cantoni e comuni non potranno più opporsi al fatto che sul loro territorio siano accolti – provvisoriamente – richiedenti l’asilo. Il Nazionale ha pure accolto la proposta di Philipp Müller (PLR/AG) di inserire i provvedimenti in un progetto separato per poter far uso della clausola d’urgenza. Sulla questo punto si voterà comunque in un secondo tempo, dopo l’eliminazione delle divergenze.

Ricongiungimento
La Camera del popolo ha inoltre reso più restrittivo l’asilo per ragioni famigliari: solo il coniuge e i figli minorenni di un rifugiato potranno ottenere infatti lo stesso statuto. Non è la fine del ricongiungimento famigliare: un rifugiato potrà far venire la famiglia, ma i parenti non otterranno lo stesso statuto, ha detto Ruth Humbel (PPD/AG).
La sinistra si è battuta per lo statu quo. Un rifugiato si integra molto meglio se vive in famiglia, ha fatto notare Antonio Hodgers (Verdi/GE). Inoltre le persone che vengono in Svizzera per il ricongiungimento famigliare non sono milioni: nel 2010 erano in tutto 1566.
Sul fronte opposto, Yvan Perrin (UDC/NE) ha chiesto la soppressione totale dell’asilo famigliare per ridurre l’attrattiva della Svizzera. Alla fine è stato accolto il compromesso proposto da Roland Fischer (Verdi liberali/LU) – asilo famigliare solo al coniuge e figli minorenni – ma con due soli voti di scarto.
Come gli Stati, anche il Nazionale ha stralciato la possibilità di chiedere l’asilo in un’ambasciata. Ha inoltre deciso che gli obiettori di coscienza non dovrebbero più essere riconosciuti in qualità di rifugiati.
Il dibattito proseguirà domani.

(ats)
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