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‘Reddito di 2’500 franchi a tutti i domiciliati’ Lanciata un’iniziativa popolare apartitica

agosto 16, 2012

Il costo dell’operazione è stimato a un terzo del Pil nazionale

Un reddito di base per tutti, così da vivere una vita “modesta, ma dignitosa e che garantisca la possibilità di partecipare alla vita sociale e culturale”. È l’obiettivo di un’iniziativa popolare che, nel suo intento, non fa distinzione fra persone ricche o povere, sane o malate. Il reddito di base incondizionato – così è indicato nel testo dell’iniziativa – è pensato per ogni persona adulta domiciliata in Svizzera.

Lanciata in primavera a livello nazionale da un gruppo apartitico presieduto dallo zurighese Albert Jörimann, l’iniziativa ha già raccolto 20mila firme e vuole fare breccia anche a sud delle Alpi, grazie alla sensibilizzazione promossa dal gruppo amici de ‘L’altra Svizzera’ (www.laltra.ch).

L’iniziativa non entra realmente nel merito riguardo la cifra da destinare “incondizionatamente” a ogni domiciliato nel Paese. Tuttavia abbozza l’ipotesi dei 2’500 franchi al mese per gli adulti (leggermente più alta della sogli di povertà) e la metà per i bambini. Totale: 210 miliardi di franchi annui, ossia quasi un terzo del prodotto interno lordo nazionale. Non son certo noccioline. “Una bella parte di questi soldi sarebbe ripresa da risorse che già oggi fanno parte delle prestazioni sociali – spiegano i promotori –: rendite Avs e Ai, indennità per la disoccupazione, assistenza sociale, ecc.”. Tuttavia “non basterebbero”. E quindi? “Sono necessarie ulteriori misure, anche fiscali. Il testo dell’iniziativa non fa delle proposte concrete in tal senso. Queste decisioni andranno prese più tardi, in un contesto politico, valutando anche l’aspetto economico”. Non sono solo gli elementi finanziari ad essere controversi. C’è il rischio che alla gente passi la voglia di lavorare, con il conseguente crollo dell’economia. “Lavoreranno ancora le persone che amano il loro lavoro o coloro ai quali il reddito di base non basta perché aspirano a un tenore di vita più alto”. Inoltre, “verrebbero riconosciute tante attività oggi non retribuite, come il lavoro domestico, quello artistico o di volontariato”.

Per saperne di più, l’associazione Bien (www.bien-ch.ch) organizza domenica 19 agosto a Lugano, allo Spazio Ado (via Besso 42) un seminario sul tema, dalle 10 alle 15. Oltre a Jörimann, sarà presente pure Martino Rossi, ex capo della Divisione dell’azione sociale. È gradito annunciarsi allo 091/946.18.91 oppure allo 076/280.87.13; e-mail lumee@sunrise.ch.

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